I resti di un’antica necropoli nascosti in un hotel
Valorizzata una piccola area archeologica scoperta all'interno di un albergo. Presenti due monumenti funebri e un recinto in pietra
di Giulio Giallombardo
5 Giugno 2019
5 Giugno 2019
Rischiavano di essere distrutte durante i lavori di ristrutturazione di un albergo, ma furono salvate in tempo e oggi sono custodite lì dove erano state trovate. Due tombe, o meglio due segnacoli funerari di epoca ellenistica, sono adagiate in un piccolo spazio esterno dell’Hotel Artemis di Cefalù. Sono testimonianze della necropoli che si estendeva a sud-ovest della cittadina normanna. Gli epitymbia (questo il loro nome greco) furono scoperti dodici anni fa, in corrispondenza dell’area dove si stava scavando la tromba dell’ascensore dell’albergo, un tempo Villa Miceli. Subito furono fermati i lavori e grazie al supporto del proprietario dell’hotel, Giuseppe Calabrese, la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, avviò una ricerca nella zona, affidando la direzione scientifica all’archeologo Amedeo Tullio, che già da anni studiava la necropoli dell’antica Kephaloidion.

Gli epitymbia dell’Hotel Artemis di Cefalù

Il recinto funerario (foto: Armando Geraci su Facebook)
Rischiavano di essere distrutte durante i lavori di ristrutturazione di un albergo, ma furono salvate in tempo e oggi sono custodite lì dove erano state trovate. Due tombe, o meglio due segnacoli funerari di epoca ellenistica, sono adagiate in un piccolo spazio esterno dell’Hotel Artemis di Cefalù. Sono testimonianze della necropoli che si estendeva a sud-ovest della cittadina normanna. Gli epitymbia (questo il loro nome greco) furono scoperti dodici anni fa, in corrispondenza dell’area dove si stava scavando la tromba dell’ascensore dell’albergo, un tempo Villa Miceli. Subito furono fermati i lavori e grazie al supporto del proprietario dell’hotel, Giuseppe Calabrese, la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, avviò una ricerca nella zona, affidando la direzione scientifica all’archeologo Amedeo Tullio, che già da anni studiava la necropoli dell’antica Kephaloidion.

Gli epitymbia dell’Hotel Artemis di Cefalù

Il recinto funerario (foto: Armando Geraci su Facebook)









