Droni sottomarini alla scoperta dei tesori sommersi
Si è conclusa una prima campagna di ricerche e mappatura del sito archeologico davanti al litorale di contrada Bubala
di Marco Russo
3 Giugno 2019
3 Giugno 2019
Occhi ipertecnologici scrutano i fondali di Gela. L’area archeologica sottomarina davanti al litorale di contrada Bulala è stata scandagliata da un drone di nuova generazione, a conclusione di una prima campagna di ricerche avviata lo scorso novembre. Si tratta del “Gela Project – Underwater Archaeology Research”, voluto dall’allora assessore regionale del Beni culturali, Sebastiano Tusa, e reso possibile grazie a una convenzione stipulata dallo stesso assessorato, con la Soprintendenza del Mare guidata da Adriana Fresina, l’Unité d’Archéologie classique dell’Università di Ginevra e la Hublot Explorations.

Campagna di ricerca a Gela

Il drone Bubblot in mare
Occhi ipertecnologici scrutano i fondali di Gela. L’area archeologica sottomarina davanti al litorale di contrada Bulala è stata scandagliata da un drone di nuova generazione, a conclusione di una prima campagna di ricerche avviata lo scorso novembre. Si tratta del “Gela Project – Underwater Archaeology Research”, voluto dall’allora assessore regionale del Beni culturali, Sebastiano Tusa, e reso possibile grazie a una convenzione stipulata dallo stesso assessorato, con la Soprintendenza del Mare guidata da Adriana Fresina, l’Unité d’Archéologie classique dell’Università di Ginevra e la Hublot Explorations.

Campagna di ricerca a Gela

Il drone Bubblot in mare









