◉ BENI CULTURALI

Apre a Catania il Portico dell’Atleta, sotterraneo romano nel cuore della città

Scoperto negli anni Novanta e oggetto di un intervento di recupero condotto dall’Ateneo e dal Parco archeologico della città etnea, il complesso ipogeo sotto via Crociferi presenta due ambienti con mosaici e nicchie. All’interno sarà esposto il torso marmoreo di un giovane, rinvenuto nel 1989. Venerdì 13 febbraio l’inaugurazione preceduta da un incontro istituzionale

di Redazione

12 Febbraio 2026

La Catania greco-romana, la “città palinsesto” per eccellenza – cancellata e riscritta nei secoli dopo eruzioni e terremoti – svela un nuovo brano della sua lunga e tormentata storia con l’apertura al pubblico, per la prima volta, del cosiddetto Portico dell’Atleta.  Si tratta di un sito sotterraneo (ipogeo) scoperto negli anni Novanta sotto il piano stradale della monumentale via Crociferi, dove chiese ed edifici barocchi sono Patrimonio dell’umanità.

Portico dell’Atleta, un’immagine degli ambienti sotto la via Crociferi (foto Daniele Malfitana)

La restituzione del sito, che viene inaugurato venerdì 13 febbraio, giunge al termine di importanti lavori di ricerca, recupero e valorizzazione condotti negli ultimi anni dall’Università di Catania (grazie al progetto Changes, finanziato con fondi del Pnrr) d’accordo con il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci della Regione Siciliana che ha la gestione del sito.

Accessibile da una porticina sotto la scalinata Alessi, il Portico dell’Atleta presenta due misteriosi ambienti sotterranei, presumibilmente d’epoca romana: un corridoio coperto e seminterrato, decorato da nicchie ed esedre e con un camminamento a mosaico che, secondo gli studiosi, doveva far parte di un imponente edificio monumentale del I secolo dopo Cristo realizzato nella parte sud-orientale della collina di Montevergine, l’area più antica della città di Catania, abitata sin dall’epoca preistorica.

All’interno del “Portico”, dove la naturale penombra proietta il visitatore in un contesto di fascinazione e continua scoperta, sarà esposta la straordinaria Statua dell’Atleta, torso marmoreo di un bellissimo giovane, ritrovato in una nicchia murata all’interno dello stesso sito nel gennaio del 1989. In attesa di ulteriori indagini – petrografiche sul marmo e archeometriche – la datazione dell’Atleta è quella del I secolo dopo Cristo.  Sia il sito del Portico che la statua dell’Atleta, nei prossimi mesi, saranno oggetto di interventi di restauro a cura del Parco archeologico di Catania. Cantieri in modalità open, ovvero “a vista”, per essere osservati dal pubblico durante le normali visite.

Fase di pulitura della statua dell’Atleta al Teatro Antico di Catania

Il progetto include anche una ricostruzione virtuale che dà forma compiuta al contesto archeologico, la cui lettura è di difficile comprensione per i non addetti ai lavori per via delle parti mancanti e della stratificazione secolare di interventi per il riuso degli spazi. Immagini in movimento – complete di decorazioni alle pareti, mosaici e arredi scultorei – e una voce narrante che accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo, dalla Catania greca fino a quella romana.

La storia del Portico e del suo atleta, il percorso di ricerca, restauro e valorizzazione che ha visto la piena collaborazione fra l’Università di Catania, tramite il progetto Changes, e il Parco archeologico di Catania – che ne ha la gestione – sarà al centro di un incontro istituzionale, venerdì 13 febbraio, ospitato nella Chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi (alle 15) che precede l’inaugurazione del sito.

Al centro della foto Daniele Malfitana e Giuseppe D’Urso

Introdotti da Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, e da Daniele Malfitana, coordinatore scientifico del progetto Pnrr Changes e direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Catania, interverranno, tra gli altri: l’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna; il sindaco Enrico Trantino; il rettore di Unict, Enrico Foti; il dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana, Mario La Rocca e il soprintendente di Catania, Maurizio Auteri. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, al capo di Gabinetto del Ministero della Cultura,  Valentina Gemignani e a Gerardo Villanacci, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici del Mic.