◉ LE VIE DEI TESORI
Gli antichi riti sul mare, la musica al castello e le stanze della memoria: ultimo weekend a Santa Flavia, Termini Imerese e Corleone
Santa Flavia si ritorna nell'Antica Trizzana e poi il teatro racconta i riti della necropoli punica, tra passeggiate nei borghi marinari e sapori fenici. A Termini Imerese occasione unica per la chiesa del Crocifisso de’ Pirreri; ma si fa anche pilates all’alba, ci si muove tra note e danza al tramonto, pupi di zucchero e bonsai. A Corleone un percorso tra arte, libri e legalità
di Redazione
22 Ottobre 2026
22 Ottobre 2026
Una necropoli che rivela consuetudini che traboccano nel presente; i pupi di zucchero che prendono forma nelle mani di un cuoco, i libri dei conventi scomparsi raccolti in una biblioteca. È il passato che continua ad abitare l’oggi: Santa Flavia, Termini Imerese e Corleone chiudono anche quest’anno il loro percorso nelle Vie dei Tesori con un ultimo weekend – sabato 24 e domenica 25 ottobre – tra aperture, passeggiate ed esperienze. Si parte dai borghi marinari, si raggiunge un castello restituito alla città, si entra nelle stanze dove la memoria diventa impegno civile. Al fianco delle tre città del Palermitano – che si visitano con un unico coupon, insieme a Palermo dove il festival continua fino al 15 novembre – si avviano all’ultimo fine settimana anche Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala e Sciacca. Le Vie dei Tesori continuano a Catania fino all’8 novembre, e prendono il via invece questo sabato a Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.
SANTA FLAVIA – Come si abitava a Solunto, come arrivava l’acqua nelle case, quali immagini accompagnavano la vita quotidiana? Domenica alle 11, la visita con l’archeologa Antonina Imboccari conduce tra le domus a peristilio sulle pendici del Monte Catalfano, alla scoperta di ambienti, sistemi idrici e decorazioni. Si varca la soglia della Casa di Leda, con il celebre mosaico che raffigura un astrolabio: il mare e gli strumenti dei naviganti entrano così anche nello spazio domestico. Dalle case ai luoghi dell’ultimo viaggio: sempre domenica ma alle 18, si torna nella necropoli punica per una visita guidata drammatizzata che intreccerà teatro e narrazione archeologica per raccontare i riti funerari degli antichi popoli del Mediterraneo. A conclusione, un piccolo buffet ispirato ai banchetti del passato e al cunsulatu siciliano, il conforto offerto a chi ha perso una persona cara. Due percorsi che si completano a vicenda, restituendo le consuetudini di una comunità antica.
I sapori dei naviganti torneranno già sabato alle 18, nella baia di Santa Nicolicchia, con un particolare “aperitivo fenicio”: datteri con crema di feta, fichi, prugne, miele e frutta secca, bruschette con capperi, acciughe, agrumi e menta, accompagnati da vino rosso speziato. Prima, alle 17, da via dei Cantieri partirà la passeggiata alla scoperta di Sant’Elia, della caletta stretta tra le rocce e della casetta bianca diventata il simbolo del borgo. Domenica alle 17, da largo Trizzanò, si attraverserà invece Porticello, dal mercato ittico alla baia, ritrovando le storie di Piano Stenditore, dove un tempo si allargavano le reti. A questa vita marinara appartengono anche l’Antica Trizzana, il ricovero delle barche diventato spazio culturale, e la chiesa della Madonna del Lume, legata alla leggenda del dipinto ritrovato in mare che avrebbe indicato il luogo dove costruire il tempio. Il Museo del mare permette invece di esplorare virtualmente i reperti restituiti dai fondali, tra archeologia e tradizioni della pesca. Dalla costa alle dimore della villeggiatura: sabato e domenica alle 11, con partenza davanti alla stazione, l’Urban tour ricompone le diverse anime di Santa Flavia tra ville – anche Villa Filangeri, sede del Comune -, edicole votive e fontane, con una degustazione a cura di ASDC Sabikah. Accanto, la Basilica soluntina di Sant’Anna raccoglie un piccolo mondo tardobarocco: il baldacchino di Interguglielmi, il monumento funebre del Marabitti, gli stucchi di Sanseverino, gli affreschi dei Fumagalli. Fuori, la cupola di maioliche policrome che si riconosce da lontano.
TERMINI IMERESE – Per l’ultimo di una serie di finesettimana densi di pubblico, si aggiunge (solo dalle 13 alle 15.40), la piccola chiesa del Santo Crocifisso de’ Pirreri (che nel Settecento era chiamata Santissimo Crocifisso del Fervore) che prende ispirazione dal ricordo della vicina cava di pietra nella quale si entrerà durante la visita. Secondo la leggenda, proprio qui fu ritrovato un antico crocifisso, oggi custodito nella parrocchia di San Carlo Borromeo. La piccola chiesa ne conserva invece uno della scuola di fra’ Umile: una storia di pietra, devozione e lavoro da scoprire in questo ultimo fine settimana. Che inizierà molto presto, addirittura all’alba domenica, quando alle 7 si ritroveranno i pilates-addicted con la maestra Claudia Scrimenti, sul panorama immenso che si apre da Castello Belvedere: movimento e respiro davanti al mare. Si torna alle 18, quando Liborio Baldanza al pianoforte accompagnerà la danzatrice Silvia Cirivello in un inedito tramonto in musica. Tra i due appuntamenti, si potranno scoprire le tracce della fortezza e il vicino Teatro Belvedere, con le gradinate a ventaglio affacciate sul golfo. Ma anche gli altri luoghi sono un’occasione da non perdere: per esempio entrare nella bottega del carretto siciliano Sperandeo dove sabato e domenica lo chef Giuseppe Sciurca preparerà i tradizionali pupi di zucchero tra i colori e gli intagli di don Totò.
Al Museo civico Baldassare Romano, invece, questo ultimo weekend porterà i bonsai artistici degli Amici dei Bonsai, accanto al percorso delle collezioni. Domenica alle 16, da Villa Palmeri, l’architetto Roberto Tedesco accompagnerà alla scoperta di Termini romana: i resti dell’anfiteatro e della curia, un assaggio di pani cunzato, la Cammara Picta, dove Vincenzo La Barbera dipinse nel 1610 le vicende di Himera e Thermae Himerenses. Il percorso si concluderà in piazza delle Terme (non mancate l’ingresso nelle antiche terme romane né il Grand Hotel che attende il restauro) con una simulazione di combattimento tra gladiatori. Si può proseguire tra le storie di Santa Caterina narrate negli affreschi quattrocenteschi e nelle iscrizioni in siciliano antico, le due chiese sovrapposte di Sant’Orsola, la “bomboniera” di San Bartolomeo e il santuario della Consolazione. Oppure cambiate prospettiva: sabato e domenica alle 17, la Lega Navale propone un’uscita in barca con aperitivo, per osservare Termini Imerese al mare.
CORLEONE – Dalla costa si raggiunge una città in cui la memoria chiede tempo e ascolto. Al Cidma, il Centro di documentazione sulla mafia e sul movimento antimafia, i faldoni del Maxi Processo restituiscono il peso concreto delle testimonianze: tra questi, quello con le dichiarazioni di Tommaso Buscetta. Al NoMa, il progetto multimediale realizzato da Pif, fotografie, interviste e videobiografie ricostruiscono le vite delle vittime di mafia. I nomi tornano persone, famiglie, lavoro e scelte. Accanto a queste stanze, Corleone conserva memorie più antiche. La Biblioteca Francesco Bentivegna, nell’ex Orfanotrofio San Ludovico, raccoglie oltre 23 mila volumi, tra cui cinquecentine e libri provenienti dalle congregazioni religiose della città. Nella chiesa del Santissimo Salvatore, gli stucchi di Antonio Campisi e il Trionfo di San Benedetto dipinto da Filippo Randazzo raccontano la stagione barocca dell’antico monastero. La chiesa di San Bernardo, entrata quest’anno per la prima volta nel circuito del festival, sorge invece sul luogo della casa natale di Filippo Latino, lo spadaccino che lasciò la lama e vestì il saio dei cappuccini. Ha le dimensioni raccolte di un’abitazione, una volta decorata come un ricamo e custodisce il simulacro del santo e alcuni oggetti a lui appartenuti. Un’altra storia di cambiamento, dentro una città da avvicinare con trasporto, tra rocche, chiese e luoghi di riscatto.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
Una necropoli che rivela consuetudini che traboccano nel presente; i pupi di zucchero che prendono forma nelle mani di un cuoco, i libri dei conventi scomparsi raccolti in una biblioteca. È il passato che continua ad abitare l’oggi: Santa Flavia, Termini Imerese e Corleone chiudono anche quest’anno il loro percorso nelle Vie dei Tesori con un ultimo weekend – sabato 24 e domenica 25 ottobre – tra aperture, passeggiate ed esperienze. Si parte dai borghi marinari, si raggiunge un castello restituito alla città, si entra nelle stanze dove la memoria diventa impegno civile. Al fianco delle tre città del Palermitano – che si visitano con un unico coupon, insieme a Palermo dove il festival continua fino al 15 novembre – si avviano all’ultimo fine settimana anche Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala e Sciacca. Le Vie dei Tesori continuano a Catania fino all’8 novembre, e prendono il via invece questo sabato a Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.
SANTA FLAVIA – Come si abitava a Solunto, come arrivava l’acqua nelle case, quali immagini accompagnavano la vita quotidiana? Domenica alle 11, la visita con l’archeologa Antonina Imboccari conduce tra le domus a peristilio sulle pendici del Monte Catalfano, alla scoperta di ambienti, sistemi idrici e decorazioni. Si varca la soglia della Casa di Leda, con il celebre mosaico che raffigura un astrolabio: il mare e gli strumenti dei naviganti entrano così anche nello spazio domestico. Dalle case ai luoghi dell’ultimo viaggio: sempre domenica ma alle 18, si torna nella necropoli punica per una visita guidata drammatizzata che intreccerà teatro e narrazione archeologica per raccontare i riti funerari degli antichi popoli del Mediterraneo. A conclusione, un piccolo buffet ispirato ai banchetti del passato e al cunsulatu siciliano, il conforto offerto a chi ha perso una persona cara. Due percorsi che si completano a vicenda, restituendo le consuetudini di una comunità antica.
I sapori dei naviganti torneranno già sabato alle 18, nella baia di Santa Nicolicchia, con un particolare “aperitivo fenicio”: datteri con crema di feta, fichi, prugne, miele e frutta secca, bruschette con capperi, acciughe, agrumi e menta, accompagnati da vino rosso speziato. Prima, alle 17, da via dei Cantieri partirà la passeggiata alla scoperta di Sant’Elia, della caletta stretta tra le rocce e della casetta bianca diventata il simbolo del borgo. Domenica alle 17, da largo Trizzanò, si attraverserà invece Porticello, dal mercato ittico alla baia, ritrovando le storie di Piano Stenditore, dove un tempo si allargavano le reti. A questa vita marinara appartengono anche l’Antica Trizzana, il ricovero delle barche diventato spazio culturale, e la chiesa della Madonna del Lume, legata alla leggenda del dipinto ritrovato in mare che avrebbe indicato il luogo dove costruire il tempio. Il Museo del mare permette invece di esplorare virtualmente i reperti restituiti dai fondali, tra archeologia e tradizioni della pesca. Dalla costa alle dimore della villeggiatura: sabato e domenica alle 11, con partenza davanti alla stazione, l’Urban tour ricompone le diverse anime di Santa Flavia tra ville – anche Villa Filangeri, sede del Comune -, edicole votive e fontane, con una degustazione a cura di ASDC Sabikah. Accanto, la Basilica soluntina di Sant’Anna raccoglie un piccolo mondo tardobarocco: il baldacchino di Interguglielmi, il monumento funebre del Marabitti, gli stucchi di Sanseverino, gli affreschi dei Fumagalli. Fuori, la cupola di maioliche policrome che si riconosce da lontano.
TERMINI IMERESE – Per l’ultimo di una serie di finesettimana densi di pubblico, si aggiunge (solo dalle 13 alle 15.40), la piccola chiesa del Santo Crocifisso de’ Pirreri (che nel Settecento era chiamata Santissimo Crocifisso del Fervore) che prende ispirazione dal ricordo della vicina cava di pietra nella quale si entrerà durante la visita. Secondo la leggenda, proprio qui fu ritrovato un antico crocifisso, oggi custodito nella parrocchia di San Carlo Borromeo. La piccola chiesa ne conserva invece uno della scuola di fra’ Umile: una storia di pietra, devozione e lavoro da scoprire in questo ultimo fine settimana. Che inizierà molto presto, addirittura all’alba domenica, quando alle 7 si ritroveranno i pilates-addicted con la maestra Claudia Scrimenti, sul panorama immenso che si apre da Castello Belvedere: movimento e respiro davanti al mare. Si torna alle 18, quando Liborio Baldanza al pianoforte accompagnerà la danzatrice Silvia Cirivello in un inedito tramonto in musica. Tra i due appuntamenti, si potranno scoprire le tracce della fortezza e il vicino Teatro Belvedere, con le gradinate a ventaglio affacciate sul golfo. Ma anche gli altri luoghi sono un’occasione da non perdere: per esempio entrare nella bottega del carretto siciliano Sperandeo dove sabato e domenica lo chef Giuseppe Sciurca preparerà i tradizionali pupi di zucchero tra i colori e gli intagli di don Totò.
Al Museo civico Baldassare Romano, invece, questo ultimo weekend porterà i bonsai artistici degli Amici dei Bonsai, accanto al percorso delle collezioni. Domenica alle 16, da Villa Palmeri, l’architetto Roberto Tedesco accompagnerà alla scoperta di Termini romana: i resti dell’anfiteatro e della curia, un assaggio di pani cunzato, la Cammara Picta, dove Vincenzo La Barbera dipinse nel 1610 le vicende di Himera e Thermae Himerenses. Il percorso si concluderà in piazza delle Terme (non mancate l’ingresso nelle antiche terme romane né il Grand Hotel che attende il restauro) con una simulazione di combattimento tra gladiatori. Si può proseguire tra le storie di Santa Caterina narrate negli affreschi quattrocenteschi e nelle iscrizioni in siciliano antico, le due chiese sovrapposte di Sant’Orsola, la “bomboniera” di San Bartolomeo e il santuario della Consolazione. Oppure cambiate prospettiva: sabato e domenica alle 17, la Lega Navale propone un’uscita in barca con aperitivo, per osservare Termini Imerese al mare.
CORLEONE – Dalla costa si raggiunge una città in cui la memoria chiede tempo e ascolto. Al Cidma, il Centro di documentazione sulla mafia e sul movimento antimafia, i faldoni del Maxi Processo restituiscono il peso concreto delle testimonianze: tra questi, quello con le dichiarazioni di Tommaso Buscetta. Al NoMa, il progetto multimediale realizzato da Pif, fotografie, interviste e videobiografie ricostruiscono le vite delle vittime di mafia. I nomi tornano persone, famiglie, lavoro e scelte. Accanto a queste stanze, Corleone conserva memorie più antiche. La Biblioteca Francesco Bentivegna, nell’ex Orfanotrofio San Ludovico, raccoglie oltre 23 mila volumi, tra cui cinquecentine e libri provenienti dalle congregazioni religiose della città. Nella chiesa del Santissimo Salvatore, gli stucchi di Antonio Campisi e il Trionfo di San Benedetto dipinto da Filippo Randazzo raccontano la stagione barocca dell’antico monastero. La chiesa di San Bernardo, entrata quest’anno per la prima volta nel circuito del festival, sorge invece sul luogo della casa natale di Filippo Latino, lo spadaccino che lasciò la lama e vestì il saio dei cappuccini. Ha le dimensioni raccolte di un’abitazione, una volta decorata come un ricamo e custodisce il simulacro del santo e alcuni oggetti a lui appartenuti. Un’altra storia di cambiamento, dentro una città da avvicinare con trasporto, tra rocche, chiese e luoghi di riscatto.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18














