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Dal Politeama al Castello Ursino, in arrivo oltre 182 milioni per i beni culturali siciliani

Via libera a 57 progetti di restauro e valorizzazione nelle nove le province siciliane con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Si va dagli interventi sui monumenti del sito Unesco arabo-normanno alla rifunzionalizzazione dell’ex ospedale Regina Margherita a Messina, dalla musealizzazione del relitto di Capistello a Lipari al nuovo allestimento del museo Griffo ad Agrigento

di Redazione

3 Giugno 2026

Un programma di investimenti da quasi 183 milioni di euro, 57 interventi diffusi in tutta l’Isola, cantieri che spaziano dal restauro della volta del Teatro Politeama di Palermo alla musealizzazione del relitto di Capistello a Lipari, passando per il Castello Ursino di Catania e il tempio di Apollo a Siracusa. La Sicilia punta a uno degli interventi sul patrimonio culturale più importanti degli ultimi anni, finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Le risorse – pari a 182.938.001 euro – rientrano nell’Accordo per la coesione firmato dalla presidente del Consiglio e dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e sono destinate all’area tematica “Cultura, patrimonio e paesaggio”. L’obiettivo è salvare dall’oblio beni di straordinario valore identitario e trasformarli in motori di crescita economica e sociale.

La ripartizione territoriale degli interventi premia la Città metropolitana di Palermo, che da sola raccoglie 20 progetti per un totale di 40,34 milioni di euro. Seguono Messina (8 interventi, 34,55 milioni), Catania (7 interventi, 25,99 milioni), Agrigento (5 interventi, 22,96 milioni), Ragusa (4 interventi, 17,67 milioni), Siracusa (4 interventi, 11,28 milioni), Trapani (5 interventi, 11,15 milioni), Caltanissetta (3 interventi, 11,25 milioni) ed Enna (1 intervento, 7,51 milioni). La maggior parte dei cantieri è già in fase di progettazione o affidamento dei servizi tecnici. Le prime gare per i lavori sono previste tra il 2026 e il 2027.

I tetti del Duomo di Monreale

Tra gli interventi di punta spicca il Politeama Garibaldi di Palermo, dove si interverrà sul restauro della volta e delle decorazioni della sala degli spettacoli, del foyer, della sala rossa e della sala gialla, oltre alla manutenzione straordinaria delle coperture e all’efficientamento energetico. Sempre nella Città metropolitana di Palermo, fondi significativi andranno ai siti Unesco del percorso arabo-normanno: dalla Cattedrale al Duomo di Monreale (restauro degli apparati decorativi), fino al Duomo di Cefalù. Tra gli edifici storici figurano Villa Raffo, la Casina Cinese, Palazzo Ajutamicristo, i Villini Florio e Basile, e anche i Bagni Cobianchi, sotto il Teatro Biondo.

Castello Ursino

Sulla costa tirrenica, a Messina, si segnalano la messa in sicurezza e il restauro delle chiese di San Pietro a Motta d’Affermo e della Madre a Piraino. Ma il progetto più atteso forse è la rifunzionalizzazione della Cittadella della Cultura (ex ospedale Regina Margherita) e la musealizzazione del relitto di Capistello a Lipari. In area ionica, a Catania, si lavorerà al Castello Ursino, al teatro comunale Maugeri di Acireale e al recupero dell’ex Manifattura tabacchi (sede del museo interdisciplinare). A Siracusa, riflettori sul castello Svevo di Augusta, sul Tempio di Apollo e sulle torri del castello Maniace. A Ragusa, invece, si restaureranno gli apparati decorativi del Duomo di San Giorgio e si valorizzerà il parco archeologico di Kamarina.

Il Grande Cretto di Burri

Nel Trapanese, spiccano l’ex stabilimento Florio a Favignana e la realizzazione di un visitor center, un parcheggio e una zona d’ombra presso il celebre Cretto di Burri a Gibellina. A Caltanissetta, tra gli interventi principali la tutela e la valorizzazione delle Mura Timolontee, la riqualificazione del Castello Manfredonico con l’allestimento di un museo tematico medievale e la messa in sicurezza delle Solfare di Trabia Tallarita. Mentre a Enna previsti lavori di recupero, valorizzazione e completamento della Rocca di Gagliano Castelferrato. Ad Agrigento, infine, si lavorerà ad nuova prospettiva museografica del “Pietro Griffo”, insieme al restauro e alla valorizzazione della Cappella del Cristo nero della Chiesa Madre di Licata e del complesso monumentale Santo Spirito.

“Si tratta di un programma di investimenti senza precedenti – ha commentato il presidente Schifani – che conferma la centralità della cultura nelle politiche di sviluppo del nostro governo. La Sicilia potrà contare su risorse significative per recuperare beni di straordinario valore storico e identitario, restituendoli pienamente alla fruizione pubblica”. L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha annunciato “un’accelerazione concreta alla spesa e alla realizzazione delle opere”, sottolineando come “la cultura non è memoria del passato, ma una leva decisiva per il futuro della Sicilia”.