La magia del fortino sommerso, inaugurato nuovo percorso di visita a Sambuca
Fine settimana con le visite guidate al Mazzallakkar, organizzate da Le Vie dei Tesori, con il Comune, la Regione Siciliana, Planeta e La Strada del Vino Terre Sicane
di Giulio Giallombardo
16 Luglio 2021
16 Luglio 2021
Una grande chioccia che va lontano. Si muove a piccoli passi, custodendo dentro la sua conchiglia un carico di bellezza. Occupa piazze, si arrampica sui palazzi e si ferma a riposare sulle panchine. Il piccolo animale è il simbolo di Sambuca di Sicilia, borgo che si è lasciato ispirare dalla sua lentezza, sulla scia di antiche tradizioni secondo cui il popolo sicano fosse ghiotto di lumache. I sambucesi, a cui si accompagna la nomina di “babbaluciari”, sono paladini di quel virtuoso vivere lento che ha contribuito a rilanciare negli anni il loro territorio. Dal titolo di Borgo dei Borghi 2016 al boom delle case a un euro, per rigenerare il centro storico, Sambuca non si ferma e guarda avanti, puntando sulla cultura.
Lo ha fatto ieri inaugurando il percorso di visita al fortino Mazzallakkar, misteriosa architettura che riemerge ogni sei mesi dalle acque del lago Arancio, e prima ancora scoprendo una scultura realizzata dall’artista sambucese Enzo De Luca: una gigantesca lumaca in ferro arrampicata sulla facciata di Palazzo Panitteri, sede del museo archeologico, che si appresta a diventare anche un hub culturale. Una festa che prosegue questo weekend, sabato 17 e domenica 18 luglio, con le visite al Mazzallakkar organizzate da Le Vie dei Tesori, in collaborazione con il Comune di Sambuca, la Regione Siciliana, Planeta e La Strada del Vino Terre Sicane.Partendo dalla Cantina Ulmo di Planeta, circondati dai vigneti, si raggiunge il fortino attraverso un comodo sentiero, che arriva fino alle rive del lago Arancio. Lì si trova parzialmente riemerso il grande recinto di pietra con le torri agli angoli, due delle quali ancora ben visibili. Inizialmente il Mazzallakkar fu considerato un fortino di epoca musulmana, sulla base di raffronti con fortezze magrebine e mesopotamiche. Ma studi più recenti, hanno messo in dubbio il suo carattere di fortezza, data la posizione poco adatta alla difesa, ipotizzando che possa trattarsi in realtà di una masseria fortificata del Cinquecento, ispirata forse ad architetture maltesi. Per raccontare la storia del fortino, è stato realizzato per l’occasione un nuovo allestimento del Country Museum Iter Vitis srotolato in 16 pannelli illustrativi, all’interno di un’antica struttura vicino al lago.- Le mura del Mazzallakkar che si perdono nell’acqua
- Vigneti con il Mazzallakkar sullo sfondo
- Segnali lungo il sentiero
- Palazzo Panitteri
- Le mura del Mazzallakkar
- Un angolo del fortino
- Laura Anello insieme al sindaco Leo Ciaccio e all’artista Enzo De Luca
- La scultura di Enzo De Luca a Palazzo Panitteri
- L’assessore Alberto Samonà
- Il Mazzallakkar dall’alto (foto Sciumè)
- Lo spazio Iter Vitis
Una grande chioccia che va lontano. Si muove a piccoli passi, custodendo dentro la sua conchiglia un carico di bellezza. Occupa piazze, si arrampica sui palazzi e si ferma a riposare sulle panchine. Il piccolo animale è il simbolo di Sambuca di Sicilia, borgo che si è lasciato ispirare dalla sua lentezza, sulla scia di antiche tradizioni secondo cui il popolo sicano fosse ghiotto di lumache. I sambucesi, a cui si accompagna la nomina di “babbaluciari”, sono paladini di quel virtuoso vivere lento che ha contribuito a rilanciare negli anni il loro territorio. Dal titolo di Borgo dei Borghi 2016 al boom delle case a un euro, per rigenerare il centro storico, Sambuca non si ferma e guarda avanti, puntando sulla cultura.
Lo ha fatto ieri inaugurando il percorso di visita al fortino Mazzallakkar, misteriosa architettura che riemerge ogni sei mesi dalle acque del lago Arancio, e prima ancora scoprendo una scultura realizzata dall’artista sambucese Enzo De Luca: una gigantesca lumaca in ferro arrampicata sulla facciata di Palazzo Panitteri, sede del museo archeologico, che si appresta a diventare anche un hub culturale. Una festa che prosegue questo weekend, sabato 17 e domenica 18 luglio, con le visite al Mazzallakkar organizzate da Le Vie dei Tesori, in collaborazione con il Comune di Sambuca, la Regione Siciliana, Planeta e La Strada del Vino Terre Sicane.Partendo dalla Cantina Ulmo di Planeta, circondati dai vigneti, si raggiunge il fortino attraverso un comodo sentiero, che arriva fino alle rive del lago Arancio. Lì si trova parzialmente riemerso il grande recinto di pietra con le torri agli angoli, due delle quali ancora ben visibili. Inizialmente il Mazzallakkar fu considerato un fortino di epoca musulmana, sulla base di raffronti con fortezze magrebine e mesopotamiche. Ma studi più recenti, hanno messo in dubbio il suo carattere di fortezza, data la posizione poco adatta alla difesa, ipotizzando che possa trattarsi in realtà di una masseria fortificata del Cinquecento, ispirata forse ad architetture maltesi. Per raccontare la storia del fortino, è stato realizzato per l’occasione un nuovo allestimento del Country Museum Iter Vitis srotolato in 16 pannelli illustrativi, all’interno di un’antica struttura vicino al lago.- Le mura del Mazzallakkar che si perdono nell’acqua
- Vigneti con il Mazzallakkar sullo sfondo
- Segnali lungo il sentiero
- Palazzo Panitteri
- Le mura del Mazzallakkar
- Un angolo del fortino
- Laura Anello insieme al sindaco Leo Ciaccio e all’artista Enzo De Luca
- La scultura di Enzo De Luca a Palazzo Panitteri
- L’assessore Alberto Samonà
- Il Mazzallakkar dall’alto (foto Sciumè)
- Lo spazio Iter Vitis
























