◉ IL FESTIVAL

Le Vie dei Tesori compie vent’anni, due mesi di bellezza in diciannove città

Dal 19 settembre al 15 novembre, due mesi di visite, passeggiate ed esperienze. A settembre Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara, Messina e Trapani. A ottobre, affiancano le due “capitane” Palermo e Catania, Caltanissetta, Corleone, Marsala, Ragusa, Sciacca, Termini Imerese, Mantova. E le due new entry, Santa Flavia e Castelvetrano. Poi un libro e una presentazione-spettacolo al Grand Hotel et des Palmes. Testimonial i ragazzi con lo slogan “La bellezza di avere vent’anni”

di Redazione

15 Settembre 2026

15 Settembre 2026

Vent’anni di porte aperte, di luoghi ritrovati, di storie che sono diventate parte della vita delle città, un’avventura cominciata nel 2006 e cresciuta insieme al suo pubblico. All’inizio erano soltanto dieci luoghi dell’Università di Palermo, ma era l’idea a essere già definita: la conoscenza usciva dai confini dell’Ateneo e arrivava alla gente, che la faceva sua.

La città scopriva che poteva entrare in spazi sino ad allora riservati agli studiosi, ascoltarne le storie e riconoscerli come parte della propria identità. Da quel primo nucleo – le carceri dell’Inquisizione spagnola recuperate dal limbo, cripte dimenticate, conventi trasformati – Le Vie dei Tesori ha progressivamente allargato lo sguardo, coinvolgendo istituzioni, proprietari privati, associazioni e scuole, costruendo un racconto di Palermo prima, e dell’Isola poi, attraverso le sue porte aperte. Ma il festival si è allargato ancora, ha aggiunto collaborazioni nazionali e internazionali, ha fondato una costola dedicata ai piccoli Comuni (l’associazione Borghi dei Tesori), ha accolto e consolidato lo spin off a Mantova. È diventato un progetto che sviluppa attività durante tutto l’anno, ma che vede il suo appuntamento più atteso nel festival autunnale, quello delle origini, quello più atteso.

 

A oggi, ha formato circa seimila giovani delle scuole di tutta l’Isola, nell’edizione 2025 ha registrato oltre 250 mila ingressi, con un indice di gradimento di oltre il 90 per cento, generando nelle città coinvolte un impatto economico diretto e indiretto di quasi otto milioni di euro. Si calcola che nel corso della sua vita, il festival abbia totalizzato oltre tre milioni tra visite, esperienze, percorsi, narrazioni, esperienze, passeggiate, degustazioni. Nell’arco di un ventennio sono stati aperti e raccontati circa duemila luoghi, molti sono richiesti dai visitatori e sono appuntamenti consolidati, altri si aggiungono di anno in anno, alla ricerca continua della sorpresa, del ritorno, di questa cultura che diventa pop (popular) nel senso più autentico della parola.

Ora arriva al traguardo della sua ventesima edizione: dal 19 settembre al 15 novembre, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze per aria, per terra e per mare, racconti condivisi, laboratori per bambini, degustazioni, teatralizzazioni in 19 città.

Tre weekend – sabato e domenica, dal 19 settembre al 4 ottobre – per visitare Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara, Messina e Trapani. Dal 10 al 25 ottobre, tocca a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese, e le due new entry di quest’anno, Santa Flavia e Castelvetrano. Dal 17 ottobre all’1 novembre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, dal 10 ottobre all’8 novembre.

E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale: sei fine settimana, da venerdì a domenica, dal 9 ottobre al 15 novembre, con un evento di apertura l’8 ottobre al Grand Hotel et des Palmes tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos. Un viaggio lungo venticinque secoli in cui la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori.

Tutto sulle gambe di oltre 800 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 2000 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche. È questa la vera forza delle Vie dei Tesori e lo racconta in maniera immediata la nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario, “La bellezza di avere vent’anni”. Il senso di questi vent’anni si legge nei luoghi e nelle persone: in chi ha condiviso una memoria di famiglia, in chi ha raccontato un monumento studiato per una vita, nei ragazzi che hanno imparato a conoscere la propria città accompagnando altri alla scoperta. E nei visitatori che, edizione dopo edizione, hanno costruito una geografia personale di Palermo, tornando nei luoghi amati e cercandone sempre di nuovi.

“Celebriamo questo traguardo – dice Laura Anello – con l’emozione di un compleanno importante e con la fatica che si ripete a ogni edizione, consapevoli che mai come in questi tempi travagliati abbiamo bisogno di costruire comunità, di recuperare la memoria di chi siamo, di tenere accesa la speranza di un futuro possibile che passa dalla conoscenza, dalla condivisione, dalla memoria di quel che si è stati e si è, dalla concordia sociale, dall’amore per noi stessi e per i nostri luoghi. Il patrimonio è il padre comune dove ritrovarci, un formidabile mezzo di inclusione. A distanza di vent’anni dagli inizi ho acquisito la consapevolezza che Le Vie dei Tesori altro non è che uno progetto di resistenza e di testimonianza civile, che vuole invertire l’idea che la cultura sia fatta per pochi”.

“Vent’anni fa, proprio all’interno dell’Università, nacque un’intuizione che oggi possiamo considerare lungimirante: aprire alla città luoghi dell’Ateneo normalmente chiusi o poco conosciuti e trasformarli in occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione – ricorda il rettore Massimo Midiri – Da quella prima esperienza le Vie dei Tesori ha saputo crescere ben oltre i confini dell’Università, coinvolgendo altri luoghi della città, altre istituzioni e altri territori, fino ad attraversare la Sicilia e proiettarsi oltre. Quella intuizione è diventata una grande rete, e la conoscenza un’esperienza collettiva, dimostrando che quando un’idea è autentica e sa coinvolgere, può crescere ben oltre il luogo in cui è nata”.

“Raggiungere il traguardo della ventesima edizione è la conferma di una visione che ha saputo trasformare il nostro straordinario patrimonio culturale in un motore propulsivo per l’intero sistema turistico siciliano – interviene Elvira Amata, assessore regionale Turismo Sport e Spettacolo – Le Vie dei Tesori sono oggi un esempio consolidato dell’offerta culturale della Regione capace di destagionalizzare i flussi e di attrarre visitatori che vogliono vivere un’esperienza davvero autentica e immersiva. L’Assessorato al Turismo conferma anche quest’anno il sostegno alla manifestazione certi che il vero valore aggiunto risieda nella sua eccezionale capacità di fare rete”.

“Le Vie dei Tesori ha saputo interpretare l’esigenza di molte città la cui bellezza è rimasta per lungo tempo inespressa, portandole all’interno di un itinerario alla scoperta della loro storia e del loro valore culturale – dice il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, mentre gli assessori Antonio Rini (Cultura), Alessandro Anello (Turismo) e Maurizio Carta (Rigenerazione Urbana) sono intervenuti alla presentazione nella sede di Unicredit, sottolineando l’innovazione e il contributo dato alla città di un festival così legato al territorio.

Erano presenti il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, il vicesindaco di Caltanissetta, Giovanna Candura, il vicesindaco di Bagheria, Daniele Vella, Anna Maria Tripodo, dirigente della Città Metropolitana di Messina, Gianfranco Lo Piccolo, assessore alla Cultura di Carini, e gli assessori alla Cultura Rosalia Ventimiglia e Francesco Busalacchi rispettivamente di Castelvetrano e di Santa Flavia, i due comuni new entry.

Un festival che costruisce reti e che ha saputo creare sinergie e dialogo con istituzioni dello Stato, Regione, Università, Comuni, Associazione Nazionale Magistrati e il Demanio (che aprirà alcuni luoghi e cantieri di restauro nelle diverse città) Diocesi, gestori privati, proprietari di palazzi nobiliari; che ha portato la cultura e la curiosità fuori dai siti istituzionali e dagli atenei, seminando conoscenza. Ha trovato al suo fianco da alcuni anni Unicredit come main sponsor – “Anche quest’anno UniCredit è orgogliosa di sostenere l’arte e la cultura come motori di sviluppo sociale, economico e sostenibile – dichiara Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit – Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico rappresenta un asset fondamentale per l’Isola e noi vogliamo dare il nostro contributo, come principale banca del territorio, per valorizzarlo e destagionalizzazione” – accanto al gruppo Mangia’s, in collaborazione con Confcommercio Palermo (che guida un tour sulle tracce dei vecchi mestieri), Lumsa, Amat e Amg Gas, presente con il suo presidente Angelo Pizzuto.

Quest’anno il festival è sostenuto da Upmc Ismett – l’amministratore delegato Upcm Italy e direttore di Ismett, Angelo Luca spiega che “sostenere questa manifestazione significa raccontare anche il patrimonio meno visibile ma altrettanto vivo: la competenza clinica e scientifica che la città custodisce e alimenta ogni giorno”; Sincol e dal Gruppo Romano con le insegne Famila (che a Palermo ospiterà due showcooking per grandi e piccini) e Il centesimo, per il quale “la nostra presenza quotidiana sul territorio ci permette di dialogare con un pubblico ampio e trasversale e ci affida, al tempo stesso – spiega Marco Romano della direzione commerciale del Gruppo Romano cds – una responsabilità civica: contribuire a promuovere e diffondere la cultura”.

PALERMO – Il ventennale avrà il suo cuore a Palermo, città dove tutto è nato e da dove il festival si è irradiato in tutta l’Isola. Per festeggiare degnamente questi primi vent’anni, si sta costruendo un’edizione da ricordare, in cui anche il visitatore più affezionato riuscirà a trovare molti inediti tra siti, passeggiate, esperienze, narrazioni. Come luoghi intimamente legati alla città, ma non aperti al pubblico: il Monte di Pietà dove le famiglie impegnavano i pochi averi; il Teatro Finocchiaro con il suo tetto apribile; la casa del grande storico Rosario La Duca sommersa di libri, mappe e stampe della città antica, o la porzione della Casa di Vincenzo Florio custodita da Silvana Paladino prima e dal figlio Alexej, poi; percorsi inediti condurranno dentro e sotto Casa Professa, aprono le porte sia il chiostro di San Giovanni dei Lebbrosi, che le chiese di Sant’Agostino e San Gregorio; si vedrà Palermo dall’alto dal complesso monumentale di Baida. Si scopriranno il Museo della ceramica Florio creato da due collezionisti appassionati; il delicato pavimento di petali rosa di Franca Florio al Circolo Unione; Villa Filippina con i suoi affreschi, la chiesa e le osservazioni astronomiche. E il canile municipale con i suoi quattro zampe da adottare. Rinascere nell’arte: l’oratorio di Nostra Signora, la galleria In via Cluveriovoluta da una francese innamorata della città, o Palazzo del Poeta, tra versi e antiche fondamenta, al fianco dei laboratori dell’Accademia di Belle arti o al museo dedicato a O’tama e Vincenzo Ragusa. Si conteranno i cento anni del Circolo del Tennis, mentre il Museo del Palermo Calcio ricorderà le Notti Magiche dei Mondiali, e la Rai aprirà la sua sede. Ritornano dopo tempo luoghi amatissimi come la sezione della Catena dell’Archivio di Stato, Casa Massonica; le residenze liberty: Villino Ida, casa di Ernesto Basile, Villino Florio distrutto e rinato, Villino Favaloro con la sua seconda vita da Museo della Fotografia. E ancora, l’ex Ospedale Fatebenefratelli convertito in liceo; Porta Mazzara, l’antica Mas’kar, la chiesa di Sant’Euno e Giuliano a piazza Magione dove sarà ricollocata la copia d’artista della tela d’altare perduta. Tappe di legalità: dall’inedita Radio 100passi nata con Peppino Impastato, ai laboratori del carcere Ucciardone per un racconto di rinascita sociale: riapriranno le loro porte anche la Questura, la sede della Prefettura e la caserma Lungaro, oltre al cosiddetto Bunkerino. E il Ponte Teste Mozze che in primavera aveva meravigliato la città. E ancora degustazioni e showcooking, laboratori artigiani, giri in piper e catamarano, e tantissimo altro.

Da Palermo, lo sguardo si allarga alla rete delle città che partecipano al Festival

Sono tutte porte che si aprono: possono custodire una storia di famiglia, proteggere una chiesa dimenticata, nascondere un cantiere, o una scala a chiocciola per salire su un campanile. Si entrerà nei giardini nascosti, nelle stanze rimaste intatte per generazioni; si salirà su un piper o su una barca; si andrà per campi, caseifici, forni. E si metteranno le mani in pasta per un dolce d’altri tempi. L’importante è cercare ogni volta un punto di vista diverso. A Caltanissetta si vedrà rinascere l’ex gasometro, destinato a diventare museo; a Enna si entrerà nell’ex mulino chiuso per quarant’anni e nel Palazzo delle Benedettine, ormai vicino a fine restauro. A Carini sarà l’architetto a raccontare il recupero del Roccazzello, mentre alle catacombe si aggiunge un nuovo antiquarium. Le dimore apriranno memorie private: i saloni affrescati di Villa Artemide ma anche gli arredi Bauhaus di una residenza … seicentesca, a Leonforte, i dieci salotti in successione di Palazzo Errante Parrino a Castelvetrano (al suo debutto).

Esordisce anche Santa Flavia, dove a Villa Filangeri rivivrà la principessa che guidava una tonnara, Bagheria racconta una torre “tonda” e prepara dal vivo il sushi siciliano; Sciacca svelerà il giardino di Palazzo Steripinto e il chiostro gotico diventato parte del carcere; Ragusa il giardino segreto di Palazzo Donnafugata, il quartiere abbandonato della Pirrera e i graffiti di chi cercava salvezza nel bunker. A Messina si passerà dall’Eremo di San Corrado a Villa Martines e Villa Pace, dal monastero normanno di San Filippo alla Dogana. A Catania si percorreranno le gallerie nella lava del principe di Biscari e si leggeranno i “segni” nei libri antichi della Biblioteca Ursino Recupero, mentre Acireale ritroverà la sua “fabbrica dell’acqua”. A Trapani apre per la prima volta il mulino restaurato delle saline e si ammireranno i manoscritti della Fardelliana; Alcamo racconterà la fatica dei tonnaroti, Mazara la sepoltura attribuita a uno sciamano nel riaperto Mirabilia Urbis. E a Corleone si entrerà nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa. Marsala porterà all’interno di un’antica fornace del II secolo avanti Cristo, tra antiche sepolture e ipogei, ma anche per cantini e frantoi; Termini Imerese, infine, sta lavorando per condurre fino alla rupe dell’antico castello, per visitare il teatro all’aperto, ma anche tornare nello storico Hotel delle Terme.

Un festival che è stato confermato nel calendario degli eventi di grande richiamo turistico della Regione Siciliana ed è tra le manifestazioni di massimo interesse turistico dell’assessorato comunale al Turismo che proporrà una Notte bianca dei tesori;

ha ricevuto fino a oggi sette medaglie di rappresentanza del Presidente della Repubblica e una del Senato della Repubblica; è patrocinato da Camera dei deputati, dal ministero della Cultura, sostenuto dall’assessorato al Turismo della Regione siciliana attraverso i fondi Funt del ministero del Turismo, dalla Città metropolitana di Palermo. E inserisce alcune attività nell’ambito del progetto biennale di cooperazione internazionale CHORAL sul programma Interreg Italia-Malta, cui la Fondazione partecipa in qualità di partner. Tutti i programmi delle città che vivono il festival a settembre e ottobre si possono consultare on line su www.leviedeitesori.com, un sito dall’imprinting giornalistico, che è una continua scoperta tra schede, contributi, articoli, foto e video.

Il festival, ideato da Laura Anello, è organizzato da un team guidato da Carlotta Butticè, con la preziosa collaborazione di Valeria Cangialosi, Maria Rita Palermo, Alida Fragale, Alice Giordano, Emilio Barbera. Referenti regionali sono Giusi Amato (Alcamo), Agostino D’Amato (Bagheria), Francesco Buzzetta (Carini), Pasquale Tornatore (Caltanissetta), Serafina Di Rosa (Castelvetrano), Alessandra Fabretti (Catania), Antonio Messina (Enna), Marilisa Lo Pumo (Leonforte), Associazione Nonovento (Marsala), Liliana Igenito (Mazara del Vallo), Marco Grassi (Messina), Marco Guastella (Ragusa), Antonina Imboccari (Santa Flavia), Michele Ruvolo (Sciacca), Giuseppe Di Maio (Termini Imerese), Laura Barrile (Trapani).

LE CITTÀ CHE APRONO LE PORTE A SETTEMBRE

ALCAMO 

I letti di legno su tre piani raccontano la fatica dei tonnaroti: alla Tonnara Foderà si entrerà tra antiche barche, reti e magazzini, fino al baglio dove vivevano gli uomini del mare. Un’altra storia di lavoro e famiglia attende al Baglio Florio, oggi Adamo Bio, dove resistono il Leo Bibens e le rotaie della Fonderia Oretea su cui viaggiavano uve e mosti. Nel centro storico si scoprirà la cappella di San Francesco di Sales, con le sue dodici colonne corinzie, e si cercheranno gli otto Serpotta della Badia Nuova. Poi il Museo degli strumenti musicali, con oltre duecento pezzi da tutto il mondo. Il paesaggio diventerà parte della visita, tra degustazioni nei vigneti, percorsi in e-bike verso il castello di Inici e uscite in barca lungo la costa.

BAGHERIA

Una torre perfettamente tonda, accanto a una masseria cinquecentesca, e una sorgente nascosta: è Incorvino, una delle sorprese di questa edizione, che porta alla scoperta di una Bagheria meno conosciuta. La dimora Cirrincione Mineo aprirà tre stanze con gli arredi originali, dal salone delle feste alla camera padronale, passando per la sala da pranzo affrescata. Intorno, le grandi ville: Palagonia con i suoi mostri, Villa Cattolica con le tele lasciate da Guttuso alla città, Palazzo Butera ele sue sale affrescate. Si entrerà nella bottega dei Ducato per avvicinarsi alla pittura dei carretti, mentre Aspra diventerà ancora una volta un museo diffuso di personaggi e memorie marinare. E il mare si potrà attraversare in barca, esplorare con i sub, ritrovare nelle dimostrazioni di “sushi” mediterraneo. O raccontare al Museo dell’acciuga, tra una scatoletta, una rete e uno schermo.

CARINI

Un museo che rinasce, un antiquarium appena aperto, un restauro raccontato da chi lo ha firmato. Carini riparte dal Museo Civico, completamente rinnovato con un percorso immersivo dalla Preistoria ai baroni La Grua. Alle catacombe paleocristiane di Villagrazia, si aggiunge il MAT che raccoglie i reperti del cimitero sotterraneo e dell’antico abitato di San Nicola. Al parco del Roccazzello sarà l’architetto autore del recupero a guidare i visitatori nella chiesa a cielo aperto. Si ritroveranno il grande mosaico del principe De Spuches (il festival lo mostrò per la prima volta due edizioni fa, oggi è restaurato), gli affreschi di Giuseppe Testa a Santa Caterina e il trionfo rococò degli Agonizzanti, con la cripta e gli antichi colatoi. Poi il castello della baronessa, da scoprire di notte camminando sulle sue terrazze, e gli organi monumentali capaci di suonare come un’intera banda.

ENNA

Entrare nei cantieri per vedere la città che rinasce. Enna racconterà lo stato dei lavori dell’ex mulino delle Benedettine, rimasto chiuso per quarant’anni: tra granaio, refettorio e forno di quartiere, sarà l’architetto Giovanni Contino a raccontarne il recupero. Con lui si tornerà anche nel vicino Palazzo delle Benedettine, dove il restauro è ormai quasi concluso. Santa Teresa, riaperta durante il festival due anni fa dopo sessant’anni, si mostrerà finalmente restaurata, con la sua cripta. Il lavoro di chi restituisce vita alle opere si scoprirà anche con la restauratrice Roberta Campo, e si entrerà nella biblioteca multiculturale dell’università Kore. E poi Palazzo Varisano da visitare di sera, le grotte scavate nell’arenaria e il complesso di Montesalvo, che conserva il corpo incorrotto del venerabile Angelo Lo Musico. Fino al Museo delle Confraternite, dove rivivere di notte, suoni, immagini e suggestioni della Settimana Santa.

LEONFORTE

I saloni affrescati di Villa Artemide apriranno eccezionalmente ai visitatori: era la dimora estiva dei Gussio-Nicoletti, e nell’antico palmento conserva un monumentale torchio di quercia. Un’altra casa sorprende, Alberti-Basilotta, residenza seicentesca che custodisce arredi Bauhaus, abiti e giocattoli del primo Novecento. Il filo del racconto conduce ai Branciforti, alle carceri del loro palazzo con la mostra multimediale sul pittore garibaldino Filippo Liardo, e alla Sicula Tempe, il giardino del principe legato alle acque della Granfonte. Nella Cartiera Crisà si vedrà nascere la carta di cotone con il metodo fabrianese; al Museo della Cuddura si scopriranno i pani simbolici di San Giuseppe, da provare a modellare in laboratorio. Poi passeggiate nella natura e degustazioni della pesca “inzacchettata”, orgoglio di Leonforte.

MAZARA DEL VALLO

La novità è il ritorno del Museo Mirabilia Urbis, che riapre dopo il restauro nella chiesa sconsacrata di San Bartolomeo: tra i reperti di Roccazzo si scoprirà la sepoltura attribuita a uno sciamano. Ma a Mazara il viaggio sotto la città continua nei mosaici romani di San Nicolò Regale e nell’area archeologica dell’ex asilo Corridoni, dove affiorano tracce della vita medievale. Cambia completamente lo sguardo a Casa Lombardo, abitazione, laboratorio e cantiere creativo di una famiglia di artisti, tra mosaici, vetrofusioni e ceramiche che fanno pensare a Gaudí. Si entrerà nella biblioteca del Seminario, tra manoscritti e antiche pergamene, per poi perdersi nella Kasbah, anche di sera o in e-bike. Fuori dal centro, la riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi; sul lungomare di San Vito, lezioni di yoga al tramonto.

MESSINA

Eremi nascosti, ville storiche, antiche industrie: Messina apre luoghi che raccontano una città ancora da scoprire. Si raggiungerà l’Eremo di San Corrado e si visiterà il monastero di San Filippo il Grande, di origine normanna, oggi un rudere imponente che attende di essere recuperato. Le dimore storiche di Villa Martines e Villa Pace (oggi dell’Università) apriranno le porte mentre l’Industria De Pasquale racconterà la memoria produttiva del territorio. Tra le novità, il Palazzo della Regia Dogana, costruito in stile liberty sul sito dell’antico Palazzo Reale: affacciato sul porto, con la tettoia sorretta da elementi in ghisa decorati dalle teste di Mercurio, fu anche set di “Mare matto”, con Gina Lollobrigida e Jean-Paul Belmondo. Dalla quiete degli eremi alla vita del porto, un percorso che intreccia devozione, villeggiatura e lavoro.

TRAPANI

Il tetto rosso e le grandi pale tornano a disegnare il paesaggio delle saline: apre dopo il restauro il mulino della Salina Galia-Canino, tra le scoperte di questa edizione. Nel centro storico, si salirà sul campanile di San Domenico, si cercheranno stampe e manoscritti alla Biblioteca Fardelliana, mentre all’aeroporto di Birgi si entrerà tra hangar, Eurofighter, elicotteri del soccorso e torre di controllo. Nelle campagne di Fontanasalsa, il Baglio LiberaMeLiberaTutti racconterà una trasformazione inattesa: le cappelle sono diventate laboratorio e spazio espositivo, il frantoio ospita fotografie, la torretta accoglie chi lavora insieme. Poi voli in Piper, percorsi in Vespa tra le saline e passeggiate fuori porta, verso Paceco e Misiliscemi.

LE CITTÀ CHE APRIRANNO LE PORTE A OTTOBRE

CALTANISSETTA

L’antica “usina del gas” diventerà un museo, ma intanto si potrà entrare nel cantiere: Caltanissetta apre l’ex gasometro ottocentesco, testimone degli anni dello zolfo, oggi al centro di un grande recupero. Rinasce anche l’ex scuola Luigi Monaco, che debutta con una mostra immersiva di carte minerarie, mentre la casa natale dello scultore Michele Tripisciano si mostra restaurata dopo decenni di oblio. Dentro Villa Lapadura, l’Officina degli Artisti intreccia foto, pittura e installazioni sonore; Palazzo Giordano, che accolse Ferdinando II di Borbone, apre lo scalone monumentale e le sale affrescate. Alla Saccara si scopriranno la chiesa di Sant’Antonio e la casa natale di padre Angelico Lipani, vicino agli orfani degli zolfatai. Poi la scuola San Giusto e il parco Sotto il Monastero, dove le pietre diventano poesie.

CASTELVETRANO

Castelvetrano è al suo debutto nelle Vie dei Tesori. Dieci salotti uno dopo l’altro, arredi originali, sedie disegnate da Ernesto Basile: Palazzo Errante Parrino sarà una sorpresa, una dimora custodita dal discendente della famiglia. Poco lontano, San Domenico nasconde dietro la facciata sobria il trionfo di stucchi di Antonino Ferraro, dominato dal grande Albero di Jesse. Al Museo Civico Selinuntino si incontrerà l’Efebo, il bronzo trafugato e recuperato grazie a Rodolfo Siviero; a all’Archivio storico, le lettere autografe che Garibaldi scrisse al cappellano dei Mille, Giovanni Pantaleo. Si seguirà l’acquedotto di Bigini, tra una vasca selinuntina appena restaurata, cave e ponti monumentali, e si toccherà la Trinità di Delia, meraviglia normanno bizantina a pochi chilometri dal centro abitato. E due passeggiate ripercorreranno sia i luoghi della peste devastante del 1624, che le tracce dei nobili Tagliavia che fecero nascere gran parte dei siti monumentali della città.

CATANIA

Sotto il Giardino Bellini si nasconde una rete di gallerie scavate nella lava: è il Criptoportico del principe di Biscari, restituito alle visite dopo due secoli di oblio, da scoprire anche con il principe interpretato da un attore. Il viaggio nella città antica proseguirà al Portico dell’Atleta, all’Anfiteatro romano e a Casa Liberti, affacciata sulla cavea del Teatro Romano. Alla Biblioteca Ursino Recupero si entrerà tra codici miniati, pergamene, incunaboli ed erbari, nelle raccolte provenienti da conventi e monasteri. Poi si raggiungerà – in maniera avventurosa – la Torre Garibaldi, ma anche il campanile di San Filippo Neri. Ad Aci Castello saranno i familiari a raccontare la casa-atelier di Jean Calogero. Fuori porta, Palazzo Matarazzo a Carlentini, con le sale affrescate recuperate dopo il terremoto, e l’immenso hangar dei dirigibili di Augusta. Acireale apre invece le sue camere delle meraviglie e ritrova, ai piedi della Timpa, la “fabbrica dell’acqua” di Santa Tecla, pompe a vapore e motori d’epoca raccontati da chi li ha visti funzionare. Nella basilica di San Sebastiano si scoprirà l’altare del SS. Sacramento, appena restaurato; alla Zelantea si osserveranno gli acquerelli dell’erbario ottocentesco di Giuseppe Riggio. Poi le terme e le fornaci di Santa Venera al Pozzo, dove i bambini modelleranno l’argilla, e la riviera da esplorare in barca.

 

CORLEONE

Entrare nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa: è l’apertura della caserma dei Carabinieri a segnare questa edizione di Corleone, che intreccia patrimonio e impegno antimafia. Al Cidma sarà consultabile il faldone del Maxiprocesso con le dichiarazioni di Tommaso Buscetta; al NoMa, il progetto multimediale di Pif, saranno le storie delle vittime a parlare. Era la città delle cento chiese: l’oratorio di Sant’Agostino interamente rivestito di affreschi, stucchi e legni dipinti, e la chiesa dei Santi Elena e Costantino, con il baldacchino settecentesco rivestito d’oro zecchino. Tra i libri della Biblioteca Bentivegna riaffiorano le antiche raccolte dei conventi. Una passeggiata attraverserà vicoli e murales fino al Laboratorio della Legalità, nella palazzina confiscata a Bernardo Provenzano.

MARSALA

Marsala affonda le sue radici tra cielo e mare. Un’inedita passeggiata condurrà a un’antica fornace del II secolo a.C., svelando aree artigianali e resti dell’antica Lilibeo nascosti tra i condomini; si andrà per antiche sepolture e pitture nell’ipogeo di Crispia Salvia; poi l’area funeraria delle Latomie Niccolini, le cavità affrescate di S.Maria della Grotta e il Parco delle Cave, autentici canyon scolpiti nei secoli dai cantunari.  E ancora, le storiche cantine Pellegrino e Curatolo Arini e gli oleifici Sant’Anna e Mezzapelle, fino all’azienda biologica di podere Badia dell’Istituto Damiani, dove gli studenti si muovono tra campi e laboratori. Cacce al tesoro e laboratori per i piccoli, yoga all’Itriella, i voli in piper verso le Egadi, “Finestre sul mondo” dove dialogano culture diverse. Tra i luoghi noti, il complesso San Pietro, la biblioteca comunale con l’archivio storico Struppa, il leggendario campanile del Carmine e la barocca San Giuseppe.

RAGUSA

Il labirinto dagli antichi arcani, un quartiere rimasto sospeso nel tempo, un rifugio scavato sotto la città. Ragusa si scoprirà per gradi, tra novità e ritorni come il giardino privato di Palazzo Donnafugata, invisibile dalla strada, tra rose antiche, geometrie di bosso e una statua di Mosè, accanto al piccolo teatro ottocentesco. Alla Pirrera, abbandonata dopo una frana, si ritroveranno le tracce di una vita interrotta, in un quartiere che conserva il fascino fragile dei luoghi dimenticati. Nel bunker antiaereo si scenderà invece nella memoria della guerra: cinquanta metri di gallerie su due livelli, con graffiti e iscrizioni lasciati da chi cercava riparo dai bombardamenti. E nella vallata Santa Domenica si seguirà il racconto della pietra con cui Ragusa rinacque dopo il terremoto del 1693: cave, fornaci, mulini ad acqua e antichi percorsi spiegano da dove arrivò la materia che diventò case, chiese e palazzi barocchi.

SANTA FLAVIA

Una principessa che guidava una tonnara, ville di delizia e una necropoli ancora allo studio degli archeologi: Santa Flavia debutta nelle Vie dei Tesori intrecciando aristocrazia e mare. A Villa Filangeri, oggi Municipio, due attori in costume racconteranno Antonia Joppolo, imprenditrice nella Tonnara di Solanto. Accanto, la basilica Soluntina svelerà il baldacchino ispirato a Bernini, stucchi e monumenti funebri. Il percorso urbano seguirà le residenze nobiliari fino al Liberty di Casa Basile; quello archeologico condurrà tra le sepolture puniche e, con un’archeologa, nelle domus di Solunto, fino ai mosaici della Casa di Leda. A Porticello l’antica Trizzana e il Museo del Mare restituiranno storie di barche e pescatori. Poi Sant’Elia, con la sua caletta, e un “aperitivo fenicio” al tramonto nella baia di Santa Nicolicchia.

SCIACCA

Palazzo Steripinto aprirà il giardino e il piano terra; il chiostro gotico del convento del Carmine, oggi casa circondariale, racconterà secoli di storia dietro le mura del carcere. Sciacca riparte da queste aperture e dal Melqart, protagonista al Museo del Mare, per salire poi sulla torre campanaria di San Michele e scoprire l’antiquarium di Monte Kronio. Si entrerà nella Galleria Fazello e a Palazzo Licata Borsellino, ancora abitato dai proprietari, con il giardino segreto di aranci amari e la stanza dello scirocco, ma soprattutto una collezione di abiti da sposa di altri tempi. Casa Scaglione svelerà maioliche, dipinti e memorie di un collezionista; il laboratorio e museo del corallo Nocito avvicinerà a una delle lavorazioni più preziose della città. Dalle dimore al paesaggio, alle visite teatralizzate, il percorso continuerà verso le sorgenti sulfuree, lungo le tracce dell’antica vocazione termale di Sciacca, e sulla costa di Capo San Marco.

TERMINI IMERESE

Termini Imerese aggiunge una nuova scoperta al suo consueto viaggio tra dimore private, acque antiche e botteghe rimaste intatte: e infatti condurrà alla rupe dove fino al 1860 sorgeva un castello invincibile che dominava tutto il golfo. Ma si tornerà anche al Grand Hotel delle Terme, progettato da Damiani Almeyda e frequentato da Enzo Ferrari, per ritrovare la città che accolse piloti e viaggiatori. Nella Cammara Picta saranno gli affreschi di Vincenzo La Barbera a riportare all’antica Himera, mentre Sant’Orsola svelerà le sue due chiese sovrapposte. E poi la bottega di don Totò Sperandeo, capace di costruire un carretto pezzo dopo pezzo, e il Museo della Targa Florio con le auto della corsa leggendaria. Il mare accompagnerà le ultime scoperte, tra uscite in barca e yoga e pilates al tramonto all’anfiteatro Belvedere.

Vent’anni di porte aperte, di luoghi ritrovati, di storie che sono diventate parte della vita delle città, un’avventura cominciata nel 2006 e cresciuta insieme al suo pubblico. All’inizio erano soltanto dieci luoghi dell’Università di Palermo, ma era l’idea a essere già definita: la conoscenza usciva dai confini dell’Ateneo e arrivava alla gente, che la faceva sua.

La città scopriva che poteva entrare in spazi sino ad allora riservati agli studiosi, ascoltarne le storie e riconoscerli come parte della propria identità. Da quel primo nucleo – le carceri dell’Inquisizione spagnola recuperate dal limbo, cripte dimenticate, conventi trasformati – Le Vie dei Tesori ha progressivamente allargato lo sguardo, coinvolgendo istituzioni, proprietari privati, associazioni e scuole, costruendo un racconto di Palermo prima, e dell’Isola poi, attraverso le sue porte aperte. Ma il festival si è allargato ancora, ha aggiunto collaborazioni nazionali e internazionali, ha fondato una costola dedicata ai piccoli Comuni (l’associazione Borghi dei Tesori), ha accolto e consolidato lo spin off a Mantova. È diventato un progetto che sviluppa attività durante tutto l’anno, ma che vede il suo appuntamento più atteso nel festival autunnale, quello delle origini, quello più atteso.

 

A oggi, ha formato circa seimila giovani delle scuole di tutta l’Isola, nell’edizione 2025 ha registrato oltre 250 mila ingressi, con un indice di gradimento di oltre il 90 per cento, generando nelle città coinvolte un impatto economico diretto e indiretto di quasi otto milioni di euro. Si calcola che nel corso della sua vita, il festival abbia totalizzato oltre tre milioni tra visite, esperienze, percorsi, narrazioni, esperienze, passeggiate, degustazioni. Nell’arco di un ventennio sono stati aperti e raccontati circa duemila luoghi, molti sono richiesti dai visitatori e sono appuntamenti consolidati, altri si aggiungono di anno in anno, alla ricerca continua della sorpresa, del ritorno, di questa cultura che diventa pop (popular) nel senso più autentico della parola.

Ora arriva al traguardo della sua ventesima edizione: dal 19 settembre al 15 novembre, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze per aria, per terra e per mare, racconti condivisi, laboratori per bambini, degustazioni, teatralizzazioni in 19 città.

Tre weekend – sabato e domenica, dal 19 settembre al 4 ottobre – per visitare Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara, Messina e Trapani. Dal 10 al 25 ottobre, tocca a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese, e le due new entry di quest’anno, Santa Flavia e Castelvetrano. Dal 17 ottobre all’1 novembre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, dal 10 ottobre all’8 novembre.

E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale: sei fine settimana, da venerdì a domenica, dal 9 ottobre al 15 novembre, con un evento di apertura l’8 ottobre al Grand Hotel et des Palmes tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos. Un viaggio lungo venticinque secoli in cui la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori.

Tutto sulle gambe di oltre 800 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 2000 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche. È questa la vera forza delle Vie dei Tesori e lo racconta in maniera immediata la nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario, “La bellezza di avere vent’anni”. Il senso di questi vent’anni si legge nei luoghi e nelle persone: in chi ha condiviso una memoria di famiglia, in chi ha raccontato un monumento studiato per una vita, nei ragazzi che hanno imparato a conoscere la propria città accompagnando altri alla scoperta. E nei visitatori che, edizione dopo edizione, hanno costruito una geografia personale di Palermo, tornando nei luoghi amati e cercandone sempre di nuovi.

“Celebriamo questo traguardo – dice Laura Anello – con l’emozione di un compleanno importante e con la fatica che si ripete a ogni edizione, consapevoli che mai come in questi tempi travagliati abbiamo bisogno di costruire comunità, di recuperare la memoria di chi siamo, di tenere accesa la speranza di un futuro possibile che passa dalla conoscenza, dalla condivisione, dalla memoria di quel che si è stati e si è, dalla concordia sociale, dall’amore per noi stessi e per i nostri luoghi. Il patrimonio è il padre comune dove ritrovarci, un formidabile mezzo di inclusione. A distanza di vent’anni dagli inizi ho acquisito la consapevolezza che Le Vie dei Tesori altro non è che uno progetto di resistenza e di testimonianza civile, che vuole invertire l’idea che la cultura sia fatta per pochi”.

“Vent’anni fa, proprio all’interno dell’Università, nacque un’intuizione che oggi possiamo considerare lungimirante: aprire alla città luoghi dell’Ateneo normalmente chiusi o poco conosciuti e trasformarli in occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione – ricorda il rettore Massimo Midiri – Da quella prima esperienza le Vie dei Tesori ha saputo crescere ben oltre i confini dell’Università, coinvolgendo altri luoghi della città, altre istituzioni e altri territori, fino ad attraversare la Sicilia e proiettarsi oltre. Quella intuizione è diventata una grande rete, e la conoscenza un’esperienza collettiva, dimostrando che quando un’idea è autentica e sa coinvolgere, può crescere ben oltre il luogo in cui è nata”.

“Raggiungere il traguardo della ventesima edizione è la conferma di una visione che ha saputo trasformare il nostro straordinario patrimonio culturale in un motore propulsivo per l’intero sistema turistico siciliano – interviene Elvira Amata, assessore regionale Turismo Sport e Spettacolo – Le Vie dei Tesori sono oggi un esempio consolidato dell’offerta culturale della Regione capace di destagionalizzare i flussi e di attrarre visitatori che vogliono vivere un’esperienza davvero autentica e immersiva. L’Assessorato al Turismo conferma anche quest’anno il sostegno alla manifestazione certi che il vero valore aggiunto risieda nella sua eccezionale capacità di fare rete”.

“Le Vie dei Tesori ha saputo interpretare l’esigenza di molte città la cui bellezza è rimasta per lungo tempo inespressa, portandole all’interno di un itinerario alla scoperta della loro storia e del loro valore culturale – dice il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, mentre gli assessori Antonio Rini (Cultura), Alessandro Anello (Turismo) e Maurizio Carta (Rigenerazione Urbana) sono intervenuti alla presentazione nella sede di Unicredit, sottolineando l’innovazione e il contributo dato alla città di un festival così legato al territorio.

Erano presenti il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, il vicesindaco di Caltanissetta, Giovanna Candura, il vicesindaco di Bagheria, Daniele Vella, Anna Maria Tripodo, dirigente della Città Metropolitana di Messina, Gianfranco Lo Piccolo, assessore alla Cultura di Carini, e gli assessori alla Cultura Rosalia Ventimiglia e Francesco Busalacchi rispettivamente di Castelvetrano e di Santa Flavia, i due comuni new entry.

Un festival che costruisce reti e che ha saputo creare sinergie e dialogo con istituzioni dello Stato, Regione, Università, Comuni, Associazione Nazionale Magistrati e il Demanio (che aprirà alcuni luoghi e cantieri di restauro nelle diverse città) Diocesi, gestori privati, proprietari di palazzi nobiliari; che ha portato la cultura e la curiosità fuori dai siti istituzionali e dagli atenei, seminando conoscenza. Ha trovato al suo fianco da alcuni anni Unicredit come main sponsor – “Anche quest’anno UniCredit è orgogliosa di sostenere l’arte e la cultura come motori di sviluppo sociale, economico e sostenibile – dichiara Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit – Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico rappresenta un asset fondamentale per l’Isola e noi vogliamo dare il nostro contributo, come principale banca del territorio, per valorizzarlo e destagionalizzazione” – accanto al gruppo Mangia’s, in collaborazione con Confcommercio Palermo (che guida un tour sulle tracce dei vecchi mestieri), Lumsa, Amat e Amg Gas, presente con il suo presidente Angelo Pizzuto.

Quest’anno il festival è sostenuto da Upmc Ismett – l’amministratore delegato Upcm Italy e direttore di Ismett, Angelo Luca spiega che “sostenere questa manifestazione significa raccontare anche il patrimonio meno visibile ma altrettanto vivo: la competenza clinica e scientifica che la città custodisce e alimenta ogni giorno”; Sincol e dal Gruppo Romano con le insegne Famila (che a Palermo ospiterà due showcooking per grandi e piccini) e Il centesimo, per il quale “la nostra presenza quotidiana sul territorio ci permette di dialogare con un pubblico ampio e trasversale e ci affida, al tempo stesso – spiega Marco Romano della direzione commerciale del Gruppo Romano cds – una responsabilità civica: contribuire a promuovere e diffondere la cultura”.

PALERMO – Il ventennale avrà il suo cuore a Palermo, città dove tutto è nato e da dove il festival si è irradiato in tutta l’Isola. Per festeggiare degnamente questi primi vent’anni, si sta costruendo un’edizione da ricordare, in cui anche il visitatore più affezionato riuscirà a trovare molti inediti tra siti, passeggiate, esperienze, narrazioni. Come luoghi intimamente legati alla città, ma non aperti al pubblico: il Monte di Pietà dove le famiglie impegnavano i pochi averi; il Teatro Finocchiaro con il suo tetto apribile; la casa del grande storico Rosario La Duca sommersa di libri, mappe e stampe della città antica, o la porzione della Casa di Vincenzo Florio custodita da Silvana Paladino prima e dal figlio Alexej, poi; percorsi inediti condurranno dentro e sotto Casa Professa, aprono le porte sia il chiostro di San Giovanni dei Lebbrosi, che le chiese di Sant’Agostino e San Gregorio; si vedrà Palermo dall’alto dal complesso monumentale di Baida. Si scopriranno il Museo della ceramica Florio creato da due collezionisti appassionati; il delicato pavimento di petali rosa di Franca Florio al Circolo Unione; Villa Filippina con i suoi affreschi, la chiesa e le osservazioni astronomiche. E il canile municipale con i suoi quattro zampe da adottare. Rinascere nell’arte: l’oratorio di Nostra Signora, la galleria In via Cluveriovoluta da una francese innamorata della città, o Palazzo del Poeta, tra versi e antiche fondamenta, al fianco dei laboratori dell’Accademia di Belle arti o al museo dedicato a O’tama e Vincenzo Ragusa. Si conteranno i cento anni del Circolo del Tennis, mentre il Museo del Palermo Calcio ricorderà le Notti Magiche dei Mondiali, e la Rai aprirà la sua sede. Ritornano dopo tempo luoghi amatissimi come la sezione della Catena dell’Archivio di Stato, Casa Massonica; le residenze liberty: Villino Ida, casa di Ernesto Basile, Villino Florio distrutto e rinato, Villino Favaloro con la sua seconda vita da Museo della Fotografia. E ancora, l’ex Ospedale Fatebenefratelli convertito in liceo; Porta Mazzara, l’antica Mas’kar, la chiesa di Sant’Euno e Giuliano a piazza Magione dove sarà ricollocata la copia d’artista della tela d’altare perduta. Tappe di legalità: dall’inedita Radio 100passi nata con Peppino Impastato, ai laboratori del carcere Ucciardone per un racconto di rinascita sociale: riapriranno le loro porte anche la Questura, la sede della Prefettura e la caserma Lungaro, oltre al cosiddetto Bunkerino. E il Ponte Teste Mozze che in primavera aveva meravigliato la città. E ancora degustazioni e showcooking, laboratori artigiani, giri in piper e catamarano, e tantissimo altro.

Da Palermo, lo sguardo si allarga alla rete delle città che partecipano al Festival

Sono tutte porte che si aprono: possono custodire una storia di famiglia, proteggere una chiesa dimenticata, nascondere un cantiere, o una scala a chiocciola per salire su un campanile. Si entrerà nei giardini nascosti, nelle stanze rimaste intatte per generazioni; si salirà su un piper o su una barca; si andrà per campi, caseifici, forni. E si metteranno le mani in pasta per un dolce d’altri tempi. L’importante è cercare ogni volta un punto di vista diverso. A Caltanissetta si vedrà rinascere l’ex gasometro, destinato a diventare museo; a Enna si entrerà nell’ex mulino chiuso per quarant’anni e nel Palazzo delle Benedettine, ormai vicino a fine restauro. A Carini sarà l’architetto a raccontare il recupero del Roccazzello, mentre alle catacombe si aggiunge un nuovo antiquarium. Le dimore apriranno memorie private: i saloni affrescati di Villa Artemide ma anche gli arredi Bauhaus di una residenza … seicentesca, a Leonforte, i dieci salotti in successione di Palazzo Errante Parrino a Castelvetrano (al suo debutto).

Esordisce anche Santa Flavia, dove a Villa Filangeri rivivrà la principessa che guidava una tonnara, Bagheria racconta una torre “tonda” e prepara dal vivo il sushi siciliano; Sciacca svelerà il giardino di Palazzo Steripinto e il chiostro gotico diventato parte del carcere; Ragusa il giardino segreto di Palazzo Donnafugata, il quartiere abbandonato della Pirrera e i graffiti di chi cercava salvezza nel bunker. A Messina si passerà dall’Eremo di San Corrado a Villa Martines e Villa Pace, dal monastero normanno di San Filippo alla Dogana. A Catania si percorreranno le gallerie nella lava del principe di Biscari e si leggeranno i “segni” nei libri antichi della Biblioteca Ursino Recupero, mentre Acireale ritroverà la sua “fabbrica dell’acqua”. A Trapani apre per la prima volta il mulino restaurato delle saline e si ammireranno i manoscritti della Fardelliana; Alcamo racconterà la fatica dei tonnaroti, Mazara la sepoltura attribuita a uno sciamano nel riaperto Mirabilia Urbis. E a Corleone si entrerà nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa. Marsala porterà all’interno di un’antica fornace del II secolo avanti Cristo, tra antiche sepolture e ipogei, ma anche per cantini e frantoi; Termini Imerese, infine, sta lavorando per condurre fino alla rupe dell’antico castello, per visitare il teatro all’aperto, ma anche tornare nello storico Hotel delle Terme.

Un festival che è stato confermato nel calendario degli eventi di grande richiamo turistico della Regione Siciliana ed è tra le manifestazioni di massimo interesse turistico dell’assessorato comunale al Turismo che proporrà una Notte bianca dei tesori;

ha ricevuto fino a oggi sette medaglie di rappresentanza del Presidente della Repubblica e una del Senato della Repubblica; è patrocinato da Camera dei deputati, dal ministero della Cultura, sostenuto dall’assessorato al Turismo della Regione siciliana attraverso i fondi Funt del ministero del Turismo, dalla Città metropolitana di Palermo. E inserisce alcune attività nell’ambito del progetto biennale di cooperazione internazionale CHORAL sul programma Interreg Italia-Malta, cui la Fondazione partecipa in qualità di partner. Tutti i programmi delle città che vivono il festival a settembre e ottobre si possono consultare on line su www.leviedeitesori.com, un sito dall’imprinting giornalistico, che è una continua scoperta tra schede, contributi, articoli, foto e video.

Il festival, ideato da Laura Anello, è organizzato da un team guidato da Carlotta Butticè, con la preziosa collaborazione di Valeria Cangialosi, Maria Rita Palermo, Alida Fragale, Alice Giordano, Emilio Barbera. Referenti regionali sono Giusi Amato (Alcamo), Agostino D’Amato (Bagheria), Francesco Buzzetta (Carini), Pasquale Tornatore (Caltanissetta), Serafina Di Rosa (Castelvetrano), Alessandra Fabretti (Catania), Antonio Messina (Enna), Marilisa Lo Pumo (Leonforte), Associazione Nonovento (Marsala), Liliana Igenito (Mazara del Vallo), Marco Grassi (Messina), Marco Guastella (Ragusa), Antonina Imboccari (Santa Flavia), Michele Ruvolo (Sciacca), Giuseppe Di Maio (Termini Imerese), Laura Barrile (Trapani).

LE CITTÀ CHE APRONO LE PORTE A SETTEMBRE

ALCAMO 

I letti di legno su tre piani raccontano la fatica dei tonnaroti: alla Tonnara Foderà si entrerà tra antiche barche, reti e magazzini, fino al baglio dove vivevano gli uomini del mare. Un’altra storia di lavoro e famiglia attende al Baglio Florio, oggi Adamo Bio, dove resistono il Leo Bibens e le rotaie della Fonderia Oretea su cui viaggiavano uve e mosti. Nel centro storico si scoprirà la cappella di San Francesco di Sales, con le sue dodici colonne corinzie, e si cercheranno gli otto Serpotta della Badia Nuova. Poi il Museo degli strumenti musicali, con oltre duecento pezzi da tutto il mondo. Il paesaggio diventerà parte della visita, tra degustazioni nei vigneti, percorsi in e-bike verso il castello di Inici e uscite in barca lungo la costa.

BAGHERIA

Una torre perfettamente tonda, accanto a una masseria cinquecentesca, e una sorgente nascosta: è Incorvino, una delle sorprese di questa edizione, che porta alla scoperta di una Bagheria meno conosciuta. La dimora Cirrincione Mineo aprirà tre stanze con gli arredi originali, dal salone delle feste alla camera padronale, passando per la sala da pranzo affrescata. Intorno, le grandi ville: Palagonia con i suoi mostri, Villa Cattolica con le tele lasciate da Guttuso alla città, Palazzo Butera ele sue sale affrescate. Si entrerà nella bottega dei Ducato per avvicinarsi alla pittura dei carretti, mentre Aspra diventerà ancora una volta un museo diffuso di personaggi e memorie marinare. E il mare si potrà attraversare in barca, esplorare con i sub, ritrovare nelle dimostrazioni di “sushi” mediterraneo. O raccontare al Museo dell’acciuga, tra una scatoletta, una rete e uno schermo.

CARINI

Un museo che rinasce, un antiquarium appena aperto, un restauro raccontato da chi lo ha firmato. Carini riparte dal Museo Civico, completamente rinnovato con un percorso immersivo dalla Preistoria ai baroni La Grua. Alle catacombe paleocristiane di Villagrazia, si aggiunge il MAT che raccoglie i reperti del cimitero sotterraneo e dell’antico abitato di San Nicola. Al parco del Roccazzello sarà l’architetto autore del recupero a guidare i visitatori nella chiesa a cielo aperto. Si ritroveranno il grande mosaico del principe De Spuches (il festival lo mostrò per la prima volta due edizioni fa, oggi è restaurato), gli affreschi di Giuseppe Testa a Santa Caterina e il trionfo rococò degli Agonizzanti, con la cripta e gli antichi colatoi. Poi il castello della baronessa, da scoprire di notte camminando sulle sue terrazze, e gli organi monumentali capaci di suonare come un’intera banda.

ENNA

Entrare nei cantieri per vedere la città che rinasce. Enna racconterà lo stato dei lavori dell’ex mulino delle Benedettine, rimasto chiuso per quarant’anni: tra granaio, refettorio e forno di quartiere, sarà l’architetto Giovanni Contino a raccontarne il recupero. Con lui si tornerà anche nel vicino Palazzo delle Benedettine, dove il restauro è ormai quasi concluso. Santa Teresa, riaperta durante il festival due anni fa dopo sessant’anni, si mostrerà finalmente restaurata, con la sua cripta. Il lavoro di chi restituisce vita alle opere si scoprirà anche con la restauratrice Roberta Campo, e si entrerà nella biblioteca multiculturale dell’università Kore. E poi Palazzo Varisano da visitare di sera, le grotte scavate nell’arenaria e il complesso di Montesalvo, che conserva il corpo incorrotto del venerabile Angelo Lo Musico. Fino al Museo delle Confraternite, dove rivivere di notte, suoni, immagini e suggestioni della Settimana Santa.

LEONFORTE

I saloni affrescati di Villa Artemide apriranno eccezionalmente ai visitatori: era la dimora estiva dei Gussio-Nicoletti, e nell’antico palmento conserva un monumentale torchio di quercia. Un’altra casa sorprende, Alberti-Basilotta, residenza seicentesca che custodisce arredi Bauhaus, abiti e giocattoli del primo Novecento. Il filo del racconto conduce ai Branciforti, alle carceri del loro palazzo con la mostra multimediale sul pittore garibaldino Filippo Liardo, e alla Sicula Tempe, il giardino del principe legato alle acque della Granfonte. Nella Cartiera Crisà si vedrà nascere la carta di cotone con il metodo fabrianese; al Museo della Cuddura si scopriranno i pani simbolici di San Giuseppe, da provare a modellare in laboratorio. Poi passeggiate nella natura e degustazioni della pesca “inzacchettata”, orgoglio di Leonforte.

MAZARA DEL VALLO

La novità è il ritorno del Museo Mirabilia Urbis, che riapre dopo il restauro nella chiesa sconsacrata di San Bartolomeo: tra i reperti di Roccazzo si scoprirà la sepoltura attribuita a uno sciamano. Ma a Mazara il viaggio sotto la città continua nei mosaici romani di San Nicolò Regale e nell’area archeologica dell’ex asilo Corridoni, dove affiorano tracce della vita medievale. Cambia completamente lo sguardo a Casa Lombardo, abitazione, laboratorio e cantiere creativo di una famiglia di artisti, tra mosaici, vetrofusioni e ceramiche che fanno pensare a Gaudí. Si entrerà nella biblioteca del Seminario, tra manoscritti e antiche pergamene, per poi perdersi nella Kasbah, anche di sera o in e-bike. Fuori dal centro, la riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi; sul lungomare di San Vito, lezioni di yoga al tramonto.

MESSINA

Eremi nascosti, ville storiche, antiche industrie: Messina apre luoghi che raccontano una città ancora da scoprire. Si raggiungerà l’Eremo di San Corrado e si visiterà il monastero di San Filippo il Grande, di origine normanna, oggi un rudere imponente che attende di essere recuperato. Le dimore storiche di Villa Martines e Villa Pace (oggi dell’Università) apriranno le porte mentre l’Industria De Pasquale racconterà la memoria produttiva del territorio. Tra le novità, il Palazzo della Regia Dogana, costruito in stile liberty sul sito dell’antico Palazzo Reale: affacciato sul porto, con la tettoia sorretta da elementi in ghisa decorati dalle teste di Mercurio, fu anche set di “Mare matto”, con Gina Lollobrigida e Jean-Paul Belmondo. Dalla quiete degli eremi alla vita del porto, un percorso che intreccia devozione, villeggiatura e lavoro.

TRAPANI

Il tetto rosso e le grandi pale tornano a disegnare il paesaggio delle saline: apre dopo il restauro il mulino della Salina Galia-Canino, tra le scoperte di questa edizione. Nel centro storico, si salirà sul campanile di San Domenico, si cercheranno stampe e manoscritti alla Biblioteca Fardelliana, mentre all’aeroporto di Birgi si entrerà tra hangar, Eurofighter, elicotteri del soccorso e torre di controllo. Nelle campagne di Fontanasalsa, il Baglio LiberaMeLiberaTutti racconterà una trasformazione inattesa: le cappelle sono diventate laboratorio e spazio espositivo, il frantoio ospita fotografie, la torretta accoglie chi lavora insieme. Poi voli in Piper, percorsi in Vespa tra le saline e passeggiate fuori porta, verso Paceco e Misiliscemi.

LE CITTÀ CHE APRIRANNO LE PORTE A OTTOBRE

CALTANISSETTA

L’antica “usina del gas” diventerà un museo, ma intanto si potrà entrare nel cantiere: Caltanissetta apre l’ex gasometro ottocentesco, testimone degli anni dello zolfo, oggi al centro di un grande recupero. Rinasce anche l’ex scuola Luigi Monaco, che debutta con una mostra immersiva di carte minerarie, mentre la casa natale dello scultore Michele Tripisciano si mostra restaurata dopo decenni di oblio. Dentro Villa Lapadura, l’Officina degli Artisti intreccia foto, pittura e installazioni sonore; Palazzo Giordano, che accolse Ferdinando II di Borbone, apre lo scalone monumentale e le sale affrescate. Alla Saccara si scopriranno la chiesa di Sant’Antonio e la casa natale di padre Angelico Lipani, vicino agli orfani degli zolfatai. Poi la scuola San Giusto e il parco Sotto il Monastero, dove le pietre diventano poesie.

CASTELVETRANO

Castelvetrano è al suo debutto nelle Vie dei Tesori. Dieci salotti uno dopo l’altro, arredi originali, sedie disegnate da Ernesto Basile: Palazzo Errante Parrino sarà una sorpresa, una dimora custodita dal discendente della famiglia. Poco lontano, San Domenico nasconde dietro la facciata sobria il trionfo di stucchi di Antonino Ferraro, dominato dal grande Albero di Jesse. Al Museo Civico Selinuntino si incontrerà l’Efebo, il bronzo trafugato e recuperato grazie a Rodolfo Siviero; a all’Archivio storico, le lettere autografe che Garibaldi scrisse al cappellano dei Mille, Giovanni Pantaleo. Si seguirà l’acquedotto di Bigini, tra una vasca selinuntina appena restaurata, cave e ponti monumentali, e si toccherà la Trinità di Delia, meraviglia normanno bizantina a pochi chilometri dal centro abitato. E due passeggiate ripercorreranno sia i luoghi della peste devastante del 1624, che le tracce dei nobili Tagliavia che fecero nascere gran parte dei siti monumentali della città.

CATANIA

Sotto il Giardino Bellini si nasconde una rete di gallerie scavate nella lava: è il Criptoportico del principe di Biscari, restituito alle visite dopo due secoli di oblio, da scoprire anche con il principe interpretato da un attore. Il viaggio nella città antica proseguirà al Portico dell’Atleta, all’Anfiteatro romano e a Casa Liberti, affacciata sulla cavea del Teatro Romano. Alla Biblioteca Ursino Recupero si entrerà tra codici miniati, pergamene, incunaboli ed erbari, nelle raccolte provenienti da conventi e monasteri. Poi si raggiungerà – in maniera avventurosa – la Torre Garibaldi, ma anche il campanile di San Filippo Neri. Ad Aci Castello saranno i familiari a raccontare la casa-atelier di Jean Calogero. Fuori porta, Palazzo Matarazzo a Carlentini, con le sale affrescate recuperate dopo il terremoto, e l’immenso hangar dei dirigibili di Augusta. Acireale apre invece le sue camere delle meraviglie e ritrova, ai piedi della Timpa, la “fabbrica dell’acqua” di Santa Tecla, pompe a vapore e motori d’epoca raccontati da chi li ha visti funzionare. Nella basilica di San Sebastiano si scoprirà l’altare del SS. Sacramento, appena restaurato; alla Zelantea si osserveranno gli acquerelli dell’erbario ottocentesco di Giuseppe Riggio. Poi le terme e le fornaci di Santa Venera al Pozzo, dove i bambini modelleranno l’argilla, e la riviera da esplorare in barca.

 

CORLEONE

Entrare nell’ufficio che fu di Carlo Alberto dalla Chiesa: è l’apertura della caserma dei Carabinieri a segnare questa edizione di Corleone, che intreccia patrimonio e impegno antimafia. Al Cidma sarà consultabile il faldone del Maxiprocesso con le dichiarazioni di Tommaso Buscetta; al NoMa, il progetto multimediale di Pif, saranno le storie delle vittime a parlare. Era la città delle cento chiese: l’oratorio di Sant’Agostino interamente rivestito di affreschi, stucchi e legni dipinti, e la chiesa dei Santi Elena e Costantino, con il baldacchino settecentesco rivestito d’oro zecchino. Tra i libri della Biblioteca Bentivegna riaffiorano le antiche raccolte dei conventi. Una passeggiata attraverserà vicoli e murales fino al Laboratorio della Legalità, nella palazzina confiscata a Bernardo Provenzano.

MARSALA

Marsala affonda le sue radici tra cielo e mare. Un’inedita passeggiata condurrà a un’antica fornace del II secolo a.C., svelando aree artigianali e resti dell’antica Lilibeo nascosti tra i condomini; si andrà per antiche sepolture e pitture nell’ipogeo di Crispia Salvia; poi l’area funeraria delle Latomie Niccolini, le cavità affrescate di S.Maria della Grotta e il Parco delle Cave, autentici canyon scolpiti nei secoli dai cantunari.  E ancora, le storiche cantine Pellegrino e Curatolo Arini e gli oleifici Sant’Anna e Mezzapelle, fino all’azienda biologica di podere Badia dell’Istituto Damiani, dove gli studenti si muovono tra campi e laboratori. Cacce al tesoro e laboratori per i piccoli, yoga all’Itriella, i voli in piper verso le Egadi, “Finestre sul mondo” dove dialogano culture diverse. Tra i luoghi noti, il complesso San Pietro, la biblioteca comunale con l’archivio storico Struppa, il leggendario campanile del Carmine e la barocca San Giuseppe.

RAGUSA

Il labirinto dagli antichi arcani, un quartiere rimasto sospeso nel tempo, un rifugio scavato sotto la città. Ragusa si scoprirà per gradi, tra novità e ritorni come il giardino privato di Palazzo Donnafugata, invisibile dalla strada, tra rose antiche, geometrie di bosso e una statua di Mosè, accanto al piccolo teatro ottocentesco. Alla Pirrera, abbandonata dopo una frana, si ritroveranno le tracce di una vita interrotta, in un quartiere che conserva il fascino fragile dei luoghi dimenticati. Nel bunker antiaereo si scenderà invece nella memoria della guerra: cinquanta metri di gallerie su due livelli, con graffiti e iscrizioni lasciati da chi cercava riparo dai bombardamenti. E nella vallata Santa Domenica si seguirà il racconto della pietra con cui Ragusa rinacque dopo il terremoto del 1693: cave, fornaci, mulini ad acqua e antichi percorsi spiegano da dove arrivò la materia che diventò case, chiese e palazzi barocchi.

SANTA FLAVIA

Una principessa che guidava una tonnara, ville di delizia e una necropoli ancora allo studio degli archeologi: Santa Flavia debutta nelle Vie dei Tesori intrecciando aristocrazia e mare. A Villa Filangeri, oggi Municipio, due attori in costume racconteranno Antonia Joppolo, imprenditrice nella Tonnara di Solanto. Accanto, la basilica Soluntina svelerà il baldacchino ispirato a Bernini, stucchi e monumenti funebri. Il percorso urbano seguirà le residenze nobiliari fino al Liberty di Casa Basile; quello archeologico condurrà tra le sepolture puniche e, con un’archeologa, nelle domus di Solunto, fino ai mosaici della Casa di Leda. A Porticello l’antica Trizzana e il Museo del Mare restituiranno storie di barche e pescatori. Poi Sant’Elia, con la sua caletta, e un “aperitivo fenicio” al tramonto nella baia di Santa Nicolicchia.

SCIACCA

Palazzo Steripinto aprirà il giardino e il piano terra; il chiostro gotico del convento del Carmine, oggi casa circondariale, racconterà secoli di storia dietro le mura del carcere. Sciacca riparte da queste aperture e dal Melqart, protagonista al Museo del Mare, per salire poi sulla torre campanaria di San Michele e scoprire l’antiquarium di Monte Kronio. Si entrerà nella Galleria Fazello e a Palazzo Licata Borsellino, ancora abitato dai proprietari, con il giardino segreto di aranci amari e la stanza dello scirocco, ma soprattutto una collezione di abiti da sposa di altri tempi. Casa Scaglione svelerà maioliche, dipinti e memorie di un collezionista; il laboratorio e museo del corallo Nocito avvicinerà a una delle lavorazioni più preziose della città. Dalle dimore al paesaggio, alle visite teatralizzate, il percorso continuerà verso le sorgenti sulfuree, lungo le tracce dell’antica vocazione termale di Sciacca, e sulla costa di Capo San Marco.

TERMINI IMERESE

Termini Imerese aggiunge una nuova scoperta al suo consueto viaggio tra dimore private, acque antiche e botteghe rimaste intatte: e infatti condurrà alla rupe dove fino al 1860 sorgeva un castello invincibile che dominava tutto il golfo. Ma si tornerà anche al Grand Hotel delle Terme, progettato da Damiani Almeyda e frequentato da Enzo Ferrari, per ritrovare la città che accolse piloti e viaggiatori. Nella Cammara Picta saranno gli affreschi di Vincenzo La Barbera a riportare all’antica Himera, mentre Sant’Orsola svelerà le sue due chiese sovrapposte. E poi la bottega di don Totò Sperandeo, capace di costruire un carretto pezzo dopo pezzo, e il Museo della Targa Florio con le auto della corsa leggendaria. Il mare accompagnerà le ultime scoperte, tra uscite in barca e yoga e pilates al tramonto all’anfiteatro Belvedere.